STORIA INOPPORTUNA

Ci si prepara con tanta cura per la prima comunione, poi ti muore il nonno e addio festa. Prendete il movimento per l’acqua pubblica: prima le rivolte nel Maghreb, poi la centrale di Fukushima, ora perfino la guerra alla Libia. Si potrebbe pensare ad una congiura. Dopo aver speso fiumi di mail per evitare la “contaminazione” e chiarire agli antinucleari che, a proposito di referendum, ognuno si tiene il suo, ecco che ti scoppia il terremoto in Giappone; che provoca lo tsunami che provoca l’interruzione del flusso di corrente elettrica alla centrale nucleare. E il referendum sull’acqua rischia l’oscuramento. Altro che Di Pietro….Nell’era della globalizzazione, che dovrebbe tradursi in nuovo internazionalismo, in Italia vincono la specializzazione e la separatezza. Ognuno chiuso nel suo recinto a coltivare l’idea vincente, quella destinata a costituire il paradigma della nuova rivoluzione. Se vince il referendum per il sì all’acqua pubblica si aprono scenari impensabili….Se si vince uniti contro la crisi, d’un colpo vengono superati problemi, steccati, sconfitte…Succede invece che l’Italia entra in guerra contro la Libia, primo sponsor Napolitano, e noi si rimane muti. Siamo impegnati a costruire lo sciopero generalizzato del 6 maggio, addirittura a lanciare un’opa sulla CGIL,  e Sarkozy, senza avvertire, dà di matto. Il fatto è che non è facile far rientrare la guerra nello schema del “comune” trionfante. Non ci sta proprio. E allora, a fatica, qualcuno, con notevole ritardo, lancia appelli contro la guerra. Non abbiamo avuto un minimo di interesse ed attenzione per ciò che stava succedendo alle porte di casa ed oggi non possiamo che balbettare di guerra per il petrolio e di nuovo imperialismo. Se qualcuno si è illuso che qualcosa di buono potesse venire dal fenomeno Vendola, vada a rileggersi le “sagge” dichiarazioni dell’aspirante statista, futuro presidente del consiglio. Stiamo forse sprecando risorse enormi a causa della nostra incapacità di farle diventare carburante di un progetto generale di cambiamento? E’ arrivato o no il momento in cui ci si siede, tutti assieme, per ragionare di quel che sta succedendo nel mondo, in Europa, in casa nostra, e di come ci si organizza per remare, insieme e con più forza, nella stessa direzione?

Chieti, 20 Marzo 2011

P.S.: Oggi 21 Marzo Vendola sembra meno saggio

                                                                           Isidoro Malandra        

Una Risposta a “STORIA INOPPORTUNA”

  1. MG Dice:

    Purtroppo credo che, anche raccogliendo l’invito, da questo tavolo non verrebbe fuori nulla di buono nè di nuovo in quanto la scala valoriale non è la stessa per tutti, ovviamente, ma soprattutto perchè mai come in questi anni si è assistito ad un progressivo ed ineluttabile disfacimento del valore dato all’autocoscienza, alla razionalità, all’onestà ed alla responsbilità come motori immobili e principi primi del ragionare politico e sociale.

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