Infarcito di qualche luogo comune. Un “inimmaginabile” tsunami è in atto ma porta con sé un’opportunità storica: la possibilità che si materializzi una anomalia istituzionale utile ai movimenti, cioè Vendola Presidente del Consiglio. Dall’incendio Roma risorgerà più bella e più superba che pria (bravo/grazie!). Il percorso suggerito è un misto di mobilitazione sociale e giochi di Palazzo, disobbedienza civile e personalizzazione della politica, sciopero generale e generalizzato e alleanze di governo, “il programma prima di tutto” e un po’ di indignazione alla cilena. Il governo cadrà presto e le inevitabili primarie nazionali ci consegneranno un Vendola affrancato da qualsiasi ipoteca targata PD; il vice Presidente del Consiglio non sarà il Boeri di turno e neanche Enrico Letta ma nientepopodimenochè Maurizio Landini. Il Ministro dell’Economia non sarà il Tabacci di turno e neanche Mario Monti ma addirittura Joseph Stieglitz, coadiuvato da Serge Latouche. Casarini poi è destinato alla Presidenza della Banca Centrale (perché per rifare l’Europa bisogna rifare l’Italia) e tra qualche anno troveremo la sua effige sulla cartamoneta da venti euro… Quando ci provò Bertinotti a far passare i movimenti per la cruna del governo, Casarini gridò al tradimento e scatenò un attacco furibondo al PRC e al suo leader. A distanza di qualche anno il medesimo Casarini viene a spacciarci la stessa roba, però tagliata male. Non sarà il caso di estendere l’urlo morettiano (con questi dirigenti – D’Alema e Veltroni – la sinistra non vincerà mai) anche al caro Casarini e pretendere che questi, al pari di quelli, la smetta di dirigere senza che alcuno, peraltro, gliene abbia dato la delega?
Isidoro Malandra